“Con il calo della luce e della temperatura, il corpo e la mente reagiscono: scopri come prevenire stress, malinconia e affaticamento autunnale con la mindfulness e la psicologia sistemica“.
di Giulia Grassi –
Con l’arrivo dell’autunno, molti di noi percepiscono un cambiamento sottile ma profondo. Le giornate si accorciano, la luce perde intensità, l’aria si fa più fresca. Anche il corpo sembra reagire: ci sentiamo più stanchi, irritabili o malinconici. Non è semplice suggestione stagionale — è biologia, psicologia e relazione intrecciate tra loro.

Quando la luce cambia, cambia anche il cervello
Il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD), descritto per la prima volta dallo psichiatra Norman Rosenthal, mostra come la riduzione della luce solare influenzi il tono dell’umore.
La diminuzione del fotoperiodo altera il ritmo circadiano e la produzione di serotonina (che sostiene vitalità e motivazione) e di melatonina (che regola il sonno).
Il cervello, in mancanza di luce, tende a rallentare. È come se il nostro sistema nervoso centrale cercasse una nuova taratura, chiedendo più riposo e introspezione. Tuttavia, la vita moderna e la società prestazionale basata su produttività e performance non sempre ci permette di rallentare e di ricaricarci. Rientro al lavoro, impegni familiari, ritmi accelerati: tutto spinge nella direzione opposta a quella naturale. Questo disallineamento tra ritmo biologico e ritmo sociale diventa terreno fertile per lo stress e per il cosiddetto “mal d’autunno”.
Il peso invisibile dello stress stagionale
La ricerca in cronobiologia (Eastman, Nelson) mostra che il corpo, in risposta ai cambiamenti stagionali, può sperimentare un temporaneo squilibrio neuroendocrino che incide sull’energia e sulla regolazione emotiva. In parallelo, studi più recenti (Leibowitz, 2023) hanno evidenziato il ruolo del mindset: il modo in cui interpretiamo la stagione influenza la nostra risposta psicologica.
Chi vive l’autunno come una minaccia (“arriva il buio, mi sentirò giù”) sperimenta più stress e deflessione dell’umore rispetto a chi lo percepisce come un periodo di quiete e rigenerazione.
In termini psicologici, non è solo la stagione a condizionare l’umore, ma il modo in cui la attraversiamo.

Oltre la biologia: lo sguardo alle relazioni
In un’ottica relazionale, l’autunno può amplificare tensioni già presenti nel sistema personale e familiare. Il rientro nella routine, l’aumento delle responsabilità o le dinamiche relazionali non risolte diventano più difficili da gestire quando le risorse interne sono ridotte.
Lo stress, in questo senso, non è un sintomo isolato: è un segnale di disarmonia tra i nostri bisogni interni e le richieste dell’ambiente. E come in ogni sistema, se una parte entra in sovraccarico — il corpo, la mente, la relazione — anche le altre iniziano a risentirne.
Mindfulness e autoregolazione: rallentare per adattarsi
Le pratiche di mindfulness e di autoregolarizzazione del sistema nervoso sono oggi considerate tra le strategie più efficaci per contrastare lo stress stagionale. La respirazione consapevole, le pause di presenza, l’esposizione alla luce naturale e la connessione con la natura aiutano il cervello a risincronizzarsi con il ritmo circadiano e a ridurre i livelli di cortisolo.
Non si tratta di “resistere” all’autunno, ma di accordarsi con esso — come uno strumento musicale che, con il cambiare della temperatura, ha bisogno di essere ritarato.
Piccoli rituali quotidiani possono fare la differenza:
- una camminata al sole nelle ore centrali del giorno,
- un momento di silenzio a fine giornata per ascoltare il corpo,
- la scelta di attività che nutrono (leggere, cucinare, meditare, parlare con chi ci fa bene).
Questi gesti semplici riducono lo stress percepito e riattivano il senso di vitalità e connessione.

Accogliere la stagione, accogliere sé stessi
L’autunno non è solo un cambiamento esterno: è una metafora della vita che si rinnova attraverso il lasciar andare. Come la natura lascia cadere le foglie per rigenerarsi, anche noi siamo chiamati a liberarci del superfluo — impegni, pensieri, relazioni che drenano energia.
Il vero equilibrio interiore nasce dall’ascolto, non dalla resistenza.
Come suggerisce la psicologia contemporanea, il benessere non consiste nell’eliminare lo stress, ma nel riconoscere i segnali del corpo e rispondere in modo più saggio.
La dottoressa Giulia Grassi è Psicologa e Psicoterapeuta


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